DIVIETO DI PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI DEI LAVORATORI IN CONTANTI DAL 1° LUGLIO 2018

11 giugno 2018

Con la presente, avvicinandosi la scadenza normativa cui all’oggetto, si ricorda come dal prossimo 1° LUGLIO 2018 non sia più possibile, da parte dei datori di lavoro/committenti, erogare le retribuzioni/compensi ai lavoratori a mezzo di DENARO CONTANTE, inclusi eventuali anticipi.

Il divieto di pagamento in contante non riguarda solo la retribuzione, ma anche il rimborso di spese di trasferta ed altri rimborsi spese.

Questo è quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018 (L.205/2017) art. 1 comma 910 e seguenti.

Da notare che tale disposizione riguarda tutti i datori di lavoro e i committenti, andando quindi a operare non soltanto per i RAPPORTI DI LAVORO SUBORDINATO, ma anche per i contratti di COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA e per i contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle COOPERATIVE con i propri SOCI. 

Restano ESCLUSIsoltanto i seguenti rapporti di lavoro:

o   i rapporti di LAVORO DOMESTICO;

o   i contratti di LAVORO AUTONOMO diversi dalle collaborazioni coordinate e continuative;

o   rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni.

Il pagamento, quindi, potrà essere effettuato attraverso una banca o un ufficio postale con le seguenti MODALITÀ (indicazione prevista dalla legge):

o   bonifico sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore;

o   strumenti di pagamento elettronico;

o   pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;

o   emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L'impedimento s'intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

Viene inoltre disposto che la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione, ma costituisce solamente prova dell’avvenuta consegna della busta, indipendentemente dal pagamento.

Si fa presente infine che la norma prevede l’applicazione, in caso di infrazione, di una SANZIONE amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.

 

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